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ALBERICO DI MEO

 

 

 

 

Censito diffusamente ed in termini altamente lusinghieri nella Enciclopedia del Jazz ed altre pubblicazioni specializzate, il pianista Alberico Di Meo ha suonato con i più prestigiosi musicisti di jazz classico sia italiani che europei oltre che americani (lunga sarebbe la lista, ma ricordiamo - in concerto solo piano a 4 mani - Earl Hines, Teddy Wilson e Rulph Sutton. Inoltre ha accompagnato in concerti musicisti come Wild Bill Davison, Earl Warren, Eddy Miller, Kenny Davern, Bob Wilber e Franz Jackson) ed ha partecipato a numerosi prestigiosi festival del jazz europei dal 1962 ad oggi, vincendo numerosi concorsi internazionali sia come pianista solista (vincitore del Jazz Festival Dusseldorf) che come animatore di gruppi.

Nel 1996 ha tenuto un ciclo di trasmissioni sulla storia del jazz pianistico (Studio A Jazz) dal rag time allo swing per la Radio Vaticana. Lo stile pianistico di Alberico Di Meo è legato agli stili del jazz classico, dal ragtime allo stride piano, al pianismo della swing era.

Attraverso la sua tastiera, egli sa farsi interprete sia delle forme musicali primigenie nelle quali il jazz affonda le sue radici che delle espressioni più mature legate ai grandi classici degli anni ’20 e ’30, riproponendo i sapori della musica Rag Time, quello del pianismo di New Orleans (Jimmy Blithe, Jelly Roll Morton), dello stile “stride”di Harlem (James P. Johnson, Fats Waller) e del primo pianismo swing (Teddy Wilson, Jass Stacy, Mel Powell) con un occhio a Count Basie e qualche elemento di pianisti successivi come Errol Garner, Art Tatum e Oscar Peterson.

Alberico Di Meo ricerca un rapporto intimo ed immediato con il pubblico, che si svolge attraverso un linguaggio musicale a tratti confidenziale, ma sempre nitido e stilisticamente autorevole e rigoroso.

Tra i suoi gruppi ricordiamo: il New Orleans Chamber Trio, con Francesco Forti al sax soprano e Carlo Cibrario alla batteria; la Riverboat New Orleans Jazz Band - band che si ispirava al jazz nero dei New Orleans Footwarmers di Johnny Dodds, con Pucci Scarpato alla cornetta, Roberto Nicolai al trombone, Federico Venzi al clarinetto, Giorgio Beldon al banjo, Nunzio Giuliani al basso tuba e Renato Musillo alla batteria e washboard - il Classic Jazz Team - quintetto con Francesco Forti al sax tenore, Pino Liberati al basso, Stelio Subelli alla tromba e Paolo Rossi alla batteria  che si ispirava alle piccole formazioni  della swing era - la  Classic Jazz Forum Orchestra - band che si ispirava allo stile delle orchestre di colore degli anni venti come quelle di Clarence Williams, Fletcher Henderson, Louis Russel e King Oliver,  riproposto in maniera originale e personale dovuto sia agli arrangiamenti originali che alla ricerca delle sonorità dell’epoca, con Pucci Scarpato alla cornetta, Fabiano “Red” Pellini al sax tenore, Bruno Castracucchi al clarinetto, Enzo Il Grande al banjo, Nunzio Giuliani al basso tuba e Renato Musillo alla batteria - l’Hot Jazz Trio - un particolarissimo ed originale trio con Fabiano “Red Pellini” al sax baritono e Giancarlo Colangelo al sax basso che tanto successo ha avuto al Tabarka Jazz Festival in Tunisia - la Coliseum Dixieland Jazz Band ispirata al dixieland swing di Bobby Hackett,  Muggsy Spanier, Red Nichols ed Eddie Condon con Gianluca Galvani alla cornetta, Carlo Ficini al trombone, Stefano Lefevre al clarinetto, Enzo Il Grande al contrabbasso e Renato Musillo alla batteria - il Roma Swing Quartet, ispirato al trio e quartetto di Benny Goodman degli anni 1935 – 1938, con  Stefano Lefevre al clarinetto, Lino Monti  al vibrafono e Renato Musillo alla batteria – l’Hot Swing Trio e Quartet – con Enzo Il Grande al contrabbasso e Renato Musillo alla batteria e Alessandro Russo alla chitarra e con i Gramophone, con la cantante Francesca Ciommei.

Alberico Di Meo ha inoltre militato con varie formazioni di jazz tradizionale sia in Italia che all’estero (Europa e Stati Uniti), tra cui ricordiamo la band di Carlo Loffredo, la Ticinum Jazz Band di Pavia, i Woopee Washboard Wizards di Berlino, l’International Jazz Band, che raccoglieva i migliori solisti europei di jazz tradizionale realizzata in occasione del New Orleans Jazz Festival di Francoforte, Vienna e Bratislava, Frank Hubbol Jazz Band di Miami. E’ stato inoltre l’ideatore ed organizzatore del Roaring Twenties Traditional Jazz Festival, a Roma di cui sono state effettuate tre edizioni ed a cui hanno partecipato orchestre di jazz tradizionale provenienti da tutta Italia e da alcuni paesi europei. In concomitanza con il festival ha organizzato  anche mostre tematiche come  “Jazz piano of the twenties – from ragtime to jazz” nella quale sono stati presentati in prima mondiale su un moderno autopiano a coda Yamaha Disk Clavier i rulli di autopiano dei pianisti che hanno fatto la storia del jazz come Jelly Roll Morton, Fats Waller, James P. Johnson, Teddy Wilson riportati in file midi direttamente dai rulli originali tramite un’apparecchiatura progettata dall’ing. Leonardo Forti, suo ex compagno di scuola ed appassionato di musica e di strumenti meccanici. Ha inoltre approntato, sempre per la stessa occasione, una mostra su Louis Armstrong, alla quale ha partecipato il grande trombettista, ed esperto conoscitore di Armstrong, Irakli. Sta curando, come direttore artistico, i martedì del jazz classico al ristorante Lo Zodiaco di Roma, dove suona con i suoi gruppi.

Dal 2000 realizza ogni anno Classic Jazz Colors, un concerto-spettacolo dove vengono rappresentati, con particolare rigore storico e stilistico, tutte le sonorità originali del jazz classico, dal ragtime allo swing, con i migliori musicisti specializzati in questi stili.

Alberico Di Meo, oltre che esecutore ed arrangiatore che ripropone rigorosamente gli stili musicali degli anni venti e trenta, è anche compositore di brani originali: il suo disco “Classic Jazz Colors” - edito dalla Ricordi per “Radio 2 sera Jazz”, in cui sono incise sue composizioni originali eseguite in vari stili del jazz classico - ne è una felice testimonianza.

Dal punto di vista stilistico, e questo vale anche per i gruppi di cui è animatore e di cui scrive gli arrangiamenti, è legato ad un’epoca più che ad uno stile: il suo modo di proporre il jazz tradizionale è innovativo in quanto si rileva più lo studio di un periodo in cui sono catalizzati gli stili di vari musicisti degli anni venti / trenta che un riferimento chiaro ad un musicista particolare.

La sua continua ricerca filologica di brani anche sconosciuti dell’epoca, la proposta di nuovi arrangiamenti, la composizione di  brani originali nello stile dell’epoca (sia nella versione solo piano che orchestrale) e il riproporre uno stile personale legato ad un periodo storico ne fanno un musicista innovativo a livello internazionale.

 

 

DISCOGRAFIA:

 

    Alberico Di Meo Classic Jazz Colours – Fonit Cetra CDP 010

    My Ideal – Hot Jazz Trio e altre formazioni – Lino Patruno Jazz  Show LPJSCD – 06

    Michael Supnick: Un americano a Roma - Helikonia

 

 

 

contatti: a.dimeo@studiogeniusloci.it