BIG BILL BROONZY
Verso la metà degli anni ’50 l’Hot Club di
Milano da via Rugabella si era trasferito in una viuzza dietro il Tatro alla
Scala e lì una sera arrivò il grande chitarrista e cantante di blues Big Bill
Broonzy. Big Bill, che era nato a Scott nel MIssissippi nel 1898, era una una
vera e propria leggenda; oltre alla sua musicalità Big Bill era celebre anche
per i suoi testi densi di drammaticità e di grande poesia.
Arrivai all’Hot Club molto prima del concerto, avevo con me la mia chitarra che
portavo quasi sempre con me ed entrai nel club mentre il celebre bluesman stava
provando il microfono. Notai che dalle due tasche della sua giacca spuntavano i
colli di due piccole bottiglie di whiskey. Non appena notò la custodia della mia
chitarra, con un sorriso mi rivolse la parola e mi invitò a sfoderarla. La prese
in mano e cominciò a provare un paio di accordi. A me non sembrava vero di aver
potuto attirare la sua attenzione. Bill mi riconsegnò la chitarra e poi prese la
sua e mi chiese di suonare con lui.
Mi sedetti al suo fianco fra lo sguardo entusiasta dei primi avventori che si
erano già piazzati nelle prime file e fuori programma assieme improvvisammo un
blues. Mi sembrò di essere in paradiso. Dopo la breve esibizione cominciammo a
chiacchierare; Bill ogni tanto metteva la mano in una delle due tasche per
sorseggiare il suo whiskey poi con grande disponibilità e interesse rispondeva
alle nostre domande. Qualcuno dei presenti gli chiese quale fosse il tempo
migliore per suonare un blues e Bill rispose: ”Ascolta il battito del tuo polso
e poi suona con quel tempo!”. Era un’immagine di grande poesia che conquistò
tutti i presenti, in particolar modo l’amico Enrico Bianciardi anche lui
chitarrista alle prime armi che addirittura per mesi, ogni qualvolta imbracciava
la sua chitarra, prima di suonare si tastava il polso e poi dava il tempo alla
sua performance.
Il concerto fu magnifico e per giorni ricordammo quei magici momenti musicali.
Qualche tempo dopo uscì il disco “From Spiritual sto Swing” che conteneva la
registrazione di un grande concerto a cui presero parte Count Basie, Benny
Goodman, il Golden Gate Quartet, Pete Johnson, Meade Lux Lewis e Big Bill
Broonzy in uno dei momenti migliori della sua carriera e quel disco ebbe sempre
un posto d’onore nella mia collezione
Big Bill Broonzy morì dopo tempo dopo a Chicago nel 1958. Aveva sessant’anni.
LINO PATRUNO
Clicca sul link per vedere il video di Big Bill Broonzy:
http://uk.youtube.com/watch?v=2ryQzSYY5pQ