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BILL COLEMAN IN MILAN

 

Nel 1972, mentre ero a Parigi con Nanni Svampa e Franca Mazzola, lessi sul giornale che in un jazz club si esibiva il leggendario trombettista Bill Coleman. Bill Coleman aveva iniziato la sua attività negli anni ’20 con le orchestre di Louis Russel e Charlie Johnson. Negli anni ’30 aveva inciso con Benny Carter e Fats Waller ed era venuto in Europa. Storiche sono le sue incisioni effettuate a Parigi con Django Reinhardt. Tornato a New York registrò con Lester Young, Teddy Wilson e Coleman Hawkins ma negli anni ’50 si trasferì a Parigi per restarci.

     Ero molto emozionato prima di incontrarlo ma una volta entrato nel locale ebbi la sensazione di trovarmi di fronte a un amico di vecchia data. Pensai subito che in autunno avrei potuto organizzare con lui l’incisione di un disco e una breve tournée da tenersi nel nord Italia. Il giorno dopo fummo ospiti a casa sua e simpatizzammo anche con sua moglie Lily. Bill in casa aveva una linea ferroviaria che girava per tutte le stanze; si era costruito una cabina di controllo e manovrava i vari treni preoccupandosi che non si scontrassero. Sembrava un ragazzino ed era felice di quel suo hobby al contrario di Lily che ogni tanto alzava gli occhi al cielo in segno di sopportazione.

     Tra la fine di novembre e i primi di dicembre Bill venne a Milano e alla Durium incidemmo il disco “Bill Coleman In Milan”, poi tenemmo alcuni concerti al Jazz Power di Milano e in Lombardia. Per l’occasione suonai anche il  contrabbasso e assieme a me suonarono con lui Gianni Acocella al trombone, Bruno Longhi al clarinetto, Paolo Tomelleri al sax tenore, Sergio Rigon al sax baritono e al flauto, Mario Rusca al pianoforte, Giorgio Vanni alla batteria e Giancarlo Cinti al contrabbasso nei brani in cui io suonavo la chitarra. Soprattutto sul disco la prestazione di Bill fu notevole oltre che alla tromba e al flicorno anche come vocalist.

      Rividi Bill qualche anno più tardi alla “Parade Du Jazz” di Nizza e in quell’occasione mi disse che aveva scritto la sua autobiografia intitolata “Trumpet Story”. L’anno successivo riuscii a trovarla in una libreria di Parigi e lessi con piacere quello che scrisse su di me: ”Lors d’une tournée en Italie et d’un engagement à Milan, je fis un enregistrement avec l’orchestre de Lino Patruno, très bon contrabassiste et guitariste”.

 

                                                                                                                     LINO PATRUNO

 

 

 

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