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BOVISA N.O.J.B. - 50 ANNI DI JAZZ
 

L’uscita di questo CD coincide con il cinquantenario della fondazione della Bovisa N.O.J.B.,il primo nucleo della quale,di cui facevano già parte Luciano Invernizzi, Fabio Turazzi e Giorgio Blondet che ne fu il primo trombettista, iniziò infatti l’attività nell’ autunno inverno 1959/60. Non era certo un momento facile per il jazz in Italia e soprattutto per le bands dedite al tradizionale. Scarseggiavano i materiali didattici (dischi, libri,edizioni musicali), rari i musicisti e i locali che ospitassero concerti e, soprattutto, il pubblico degli appassionati si andava allontanando attratto dalla nuova moda del rock and roll. Ma la passione era forte e le difficoltà degli inizi furono superate.

La prima scelta fondamentale fu lo stile cui la band volle ispirarsi e, sospinta dalle conoscenze che Luciano Invernizzi aveva accumulato in Danimarca, paese dove era nato e aveva passato l’adolescenza, essa adottò come modello il così detto New Orleans Revival che per l’Italia era una novità assoluta e che distinse subito la Bovisa da tutte le bande che l’avevano preceduta.

Ben presto si unirono al gruppo musicisti importanti che contribuirono alla sua crescita ed alle sue prime affermazioni. Alcuni di essi militano tuttora o collaborano ancora attivamente con la band. Primo fra tutti, in ordine di tempo, Terenzio Belluzzo e a seguire, a breve distanza, Vittorio Castelli, Beppe Aliprandi, Eugenio Pateri, poi gli amici torinesi Beppi Zancan e Gigi Cavicchioli preziosissimi in quei primi anni.

Un altro momento determinante fu, nel 1966, l’incontro tra Luciano Invernizzi ed il batterista e band leader inglese Barry Martyn da cui scaturì una lunga e proficua amicizia. Tra i due nacque ben presto l’idea di un lavoro in comune che sfociò di lì a poco nella costituzione, insieme con il clarinettista belga Rudy Balliu, della New Orleans Presentation Inc., un’associazione con scopi esclusivamente culturali che si proponeva di portare ed esibire in Europa il maggior numero possibile di veterani americani ancora attivi sulla scena del jazz.

Grazie a questa iniziativa, la Bovisa ebbe il piacere e l’onore di accompagnare in tournèe per oltre dieci anni prestigiosi esponenti del New Orleans style tra cui ci piace ricordare, oltre quelli già citati, Louis Nelson, Kid “Sheik” Cola, Percy Humphrey, Andrew Morgan, Polo Barnes, Little Brother Montgomery, Sing Miller, Alvin Alcorn, Wingy Manone, Freddie Kohlman e Thomas Jefferson. Fu un apprendistato oltremodo produttivo per la band coronato con una serie di edizioni discografiche.

Nel frattempo nuovi musicisti erano entrati nelle file della banda assicurando continuità stilistica e accrescendo la qualità esecutiva: così Guido Cairo al pianoforte e al contrabbasso Renzo Clerici, per anni anche formidabile animatore del gruppo e che purtroppo, con gran rincrescimento di tutti, è scomparso alcuni mesi fa. Con la Bovisa esordiva in quegli anni anche Claudio Perelli mentre da Genova per alcuni lustri hanno fatto la spola per unirsi al gruppo milanese Fausto Rossi, trombettista, band leader e grande animatore dell’ambiente ligure e Lello Mango al clarinetto.Un altro musicista di prim’ordine che rimase nella band a lungo con un significativo apporto di tecnica e di bravura è stato Marcello Noia, clarinetto e sax tenore. Infine in quegli anni si erano alternati al pianoforte Laura Fedele ed Alberto Bandel.

Occorre sottolineare, oltre il carattere culturale, anche la dimensione internazionale di tutta questa attività concertistica che si avvalse ovviamente di tanti altri musicisti anche stranieri e che fece della Bovisa e di Milano un prezioso punto di riferimento jazzistico a livello Europeo. Vale la pena di ricordare in proposito che Luciano Invernizzi nel corso degli anni ha organizzato nel nostro paese tournèes anche di intere formazioni di New Orleans come la Living Legend Jazz Band, i New Orleans Joymakers e la New Orleans Ragtime Orchestra.

Sempre d’intesa con Barry Martyn, Luciano Invernizzi mantiene tuttora viva questa apertura internazionale ad esempio ospitando ogni primavera da una quindicina di anni la Reunion Band, una formazione mista di musicisti italiani (citiamo tra i più presenti Guido Cairo, Fabrizio Cattaneo, Luciano Milanese) e stranieri come il clarinettista Rudy Balliu, Pier Luc Puig, formidabile bassista di Tolosa, il clarinettista svizzero Walter Weber e, ovviamente, Barry Martyn.

Alla fine degli anni ’80 il moltiplicarsi dei locali aperti alla musica e le sempre più numerose occasioni di esibirsi crearono una situazione nuova che modificò profondamente il mondo delle vecchie bands. Molti musicisti divennero insofferenti dei vincoli e delle esclusive che avevano caratterizzato il vecchio rapporto di appartenenza e cominciarono a muoversi in piena libertà. Tutto ciò creò incomprensioni e rotture e la scomparsa di alcune bands tradizionali. La Bovisa riuscì tuttavia a superare anche questo periodo un po’ avventuroso e confuso ma certamente di profondo rinnovamento contando anche su nuovi componenti stabili e di forte personalità come Roberto Bacciocchi alla tromba.

Nel 2000, recuperando alcuni dei vecchi musicisti ed immettendo nuovi elementi, ha avuto inizio una rinnovata e promettente stagione della band. Come si può ascoltare dagli ultimi brani del presente CD che sono appunto tratti dalla recente tournèe di Teddy Fullick nell’ottobre 2009, la band è in ottima forma grazie anche alla presenza di Gigi Marson al piano, di suo figlio Giacomo, trascinante trombettista che qui si esibisce al contrabbasso e di Emiliano Turazzi, altro figlio d’arte, al clarinetto.

Buon ascolto.