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JAMBALAYA SIX

 

 

 

 

Vittorio Castelli - clarinet & tenor sax

Luciano Invernizzi - trombone

Fabrizio Cattaneo - trumpet

Guido Cairo - piano

Pierluigi Sangiovanni - string bass

Massimo Caracca - drums

 

Nati nel 1984 dall’allargamento del quartetto LA SWINGHERA, attivo fin dal 1962, i JAMBALAYA SIX, per affinità col celebre piatto della cucina creola della Louisiana, di cui prendono il nome, nella messa a punto del loro mondo musicale hanno utilizzato svariati ingredienti, dal blues alla grande canzone americana d'au­tore, dallo stile “classico” di New Orleans a quello di Chicago, dallo swing di Kansas City a quello di Harlem.

Un ruolo di specialissimo riguardo tuttavia, nel multicolore mondo musicale della band è occupato dalla musica di Louis Armstrong, in particolare di quella degli anni Cinquanta, quando Louis, all’apice della forma, col suo gruppo degli “All-Stars” insegnava a chi aveva orecchie per sentire come fosse possibile suonare in modo attuale il jazz della grande tradizione senza per forza cadere nel revival e nella inutile ripetizione di sorpassati clichè.

Soprattutto rilevante in questo senso è la concezione della sezione ritmica. Abbandonati strumenti pittoreschi ma musicalmente ingombranti come il banjo e il basso-tuba, l’accompagnamento, preferibilmente anche senza chitarra, acquista una pulizia, una nuova elastica mobilità e un sapore “mainstream” che revitalizzano anche l’esecuzione degli stili Dixieland-New Orleans più classici.

Anche il repertorio, pur restando per lo più legato alla tradizione, ha così modo di espandersi assai.

Nel corso degli anni i i JAMBALAYA SIX hanno collaborato con ospiti illustri come il batterista e cantante Freddie Kohlman, i trombettisti Teddy Riley e Wendell e John Brunious, il contrabbassista  Walter Payton (tutti di New Orleans), i leggendari sassofonisti Earle Warren (già primo sax dell'orchestra di Count Basie) e Benny Waters.

Fra i numerosi incontri più casuali si ricordano con piacere quelli con jazzman leggendari del calibro di Jay Mc Shann, Milt Hinton, Al Casey  e Jimmy Woode.

Oltre ai numerosissimi concerti in Italia e all'estero, il gruppo ha partecipato, con ospiti o senza, a importanti ma­nifestazioni come Umbria Jazz a Perugia, la Festa New Orleans Music di Ascona, i festival di Dresda, Kempten e Burghausen (Germania), Davos, Celerina, St. Gallen, Bulle e Rapperswil  (Svizzera), Saint Raphael (Francia), i Riverboat Festival e International Jazz festival on Sea  nonché diversi tour internazionali della serie "New Orleans Meets...".

Il leader della band, Vittorio Castelli, è giornalista, critico di jazz e produttore discografico. Come esperto della musica di Beiderbecke ha anche collaborato col regista Pupi Avati nella stesura del film Bix.

 

DI LORO HANNO SCRITTO ...

“Squadra ricca di entusiasmo quanto di rigore filologico.

...ben preparati per il loro non facile compito, che è quello di "servire" un tipo di jazz scelto quasi come una missione.”

(Musica Jazz)

 

“Die sechs Jambalayas bieten ursprunglichen, unvo­reinge­nommenen New Orleans Jazz. Mitreissend und fetzend. Die Band ist ausserst vielseiting und stilsi­cher.”

(Basler Zeitung)

 

“...hanno saputo rendersi simpatici e farsi apprezzare un po' da tutti...”                                          

(Corriere della sera)

 

“It sounds very competent indeed”                         

(Footnote)

 

“...un gruppo che opera da diversi anni nella mede­sima for­mazione, vantando quindi una compattezza e un affiata­mento non facilmente riscontrabili anche in "combos" più famosi.”                                                             

(Ritmo)

 

“The association between Vittorio Castelli and Freddie Kohlman goes back over a decade now and it seems to bring out the best in both men.”

(Footnote)

 

“Tanto per intenderci, lo stesso stile che si poteva ascoltare nella tournèe di Woody Allen, solo fatto meglio”

(La Stampa)

 

 

sito web: http://www.webalice.it/vicaste/

 

 

contatti: vicaste@alice.it