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MILANO JAZZ GANG

 

 

Clicca sulla foto per il video della Milano Jazz Gang

 

  

Claudio Perelli - sax alto, clarinetto, sax soprano, cornetta, trombone, voce, arrangiamenti

Andrès Villani - sax baritono, sax tenore, sax alto, flauto

Mauro Porro - pianoforte, sax c-melody, sax tenore, sax soprano, clarinetto 

Luca Sirianni - banjo, chitarra

Claudio Nisi - tuba, contrabbasso

 

 

 

 

Plus special guest dalla Germania, Herbert Christ (tromba)

 

 

 

 

Viene unanimemente considerata dalla critica specializzata una delle migliori orchestre del jazz europeo.
Inizia la propria attività nel 1972 al Grouse Jazz Club di Milano, con un programma da subito indirizzato ai modelli classici del jazz: stomp, rag e blues.

Jelly Roll Morton, Clarence Williams, Sidney Bechet… sono certamente gli indiscussi protagonisti della migliore tradizione, coloro che hanno scritto le migliori pagine del jazz primordiale; la “Milano Jazz Gang” testimonia loro la propria riconoscenza riproponendo molti dei brani che li hanno resi celebri e altri meno noti ma altrettanto pregevoli per assoluta originalità ed eleganza stilistica.
Nasce però, nel tempo, un suo particolare interesse per il “San Francisco Style”.

La “Milano Jazz Gang” scopre così la propria affinità con la "Yerba Buena Jazz Band" ed il sound di Lu Watters e Turk Murphy, autorevoli espressioni e fondamentali punti di riferimento del "San Francisco style".

Per la “Milano Jazz Gang” l'impatto con il fascino del "San Francisco Style" significa dunque l'inizio di una vera e propria svolta: un nuovo percorso musicale, che mette in risalto le potenzialità espressive dei propri strumentisti, attraverso il quale il gruppo assume man mano la propria fisionomia ideale.

La bontà di tale scelta troverà conferma di lì a poco, con le diverse partecipazioni dell’orchestra al "Dixieland Jazz Jubilee di Sacramento" ed al "Jazz Festival di Palm Springs". La “Milano Jazz Gang” si qualifica dunque per la coerenza con il linguaggio espressivo tipico del jazz di San Francisco e lo swing accattivante; questa è la vera ragione del prestigio riconosciutole nel panorama del jazz nazionale ed internazionale.

Un’importante svolta è avvenuta nel 2004. La “Milano Jazz Gang” riparte da 5.

Dopo più di 30 anni di Jazz Trad, suonato con successo in tutto il mondo (Stati Uniti, Australia, Germania, Francia, Regno Unito, etc.), si rinnova nell'organico e nel repertorio.

La nuova formazione di cinque
musicisti polistrumentisti permette di ottenere nuove timbriche in assoli e collettivi e, non ultimi, nuovi arrangiamenti musicali.

Il repertorio si sposta dai titoli classici del Jazz degli anni '20, caratterizzati da molta improvvisazione collettiva della "front line" nei collettivi, per approdare alla musica con maggiore componente melodica tipica dell'America degli anni '30.
La “Milano Jazz Gang” pone particolare attenzione alla stesura degli arrangiamenti che riportano al gusto "hot" brani come Night & day (1932), I get a kick out of you (1934) od altri che oggi sono ad esclusivo appannaggio del jazz più moderno.

Il sound dell'orchestra è dolce e naif quando esegue brani come Just a mood (Benny Carter) ma può essere impetuoso e pulsante in Harlem Bound o Ring dem bells (Duke Ellington).
La sezione ritmica suona senza batteria, centrandosi sul bassotuba di Claudio Nisi e sul banjo di Luca Sirianni, talvolta anche senza pianoforte quando Mauro Porro è impegnato al "C" melody sax o al clarinetto.

 

Sventuratamente nel 2005 viene tragicamente a mancare il grande trombettista di questa formazione nonché storico leader per più di 20 anni della stessa, Helmut Schlitt. Alla nuova formazione si uniscono allora il sax di Andrès Villani e la tromba di Herbert Christ.

 

 

 

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