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MANIFESTO DEL PARTITO MUSICISTA

 

Chiunque salga su un palco è un professionista della musica, in quel momento. Ha il diritto di fare il suo prezzo, e ha il dovere di fare bene la sua professione.

Se è la sua unica attività, ha l'obbligo di farla bene e di aspettare di essere chiamato per svolgerla a quel livello: i musicisti che mendicano serate abbassano il potere contrattuale di tutta la categoria.

Se non è la sua unica attività, ha ugualmente l'obbligo di farla bene, anzi forse è il caso che studi di più visto che ha meno tempo. Poi, farebbe bene a usare la sua possibilità di NON andare a suonare per non scendere a compromessi economici e non abbassare la media, anzi dovrebbe cercare di alzarla.

I musicisti che fanno solo quello farebbero bene ad integrarsi con coloro che fanno anche altro, in nome della Musica e cercando le sinergie che simile situazione può generare.

I musicisti NON sono tenuti a farsi carico del rischio imprenditoriale: il locale è il punto di incontro della domanda e dell'offerta del "servizio" musica. E' vero che il locale è il loro, ma è anche vero che la musica è la nostra. E il prezzo della musica lo stabiliamo NOI, valutando la situazione. Per avere il potere di fare il nostro prezzo, non dobbiamo fare altro che suonare benissimo e offrire uno spettacolo coinvolgente, e fare una capillare pubblicità di questo.

E fondamentale aspettare che ci chiamino, lo ripeto: nessun idraulico viene a bussare a casa nostra chiedendo di poter aggiustare un lavandino. E se lo facesse, in effetti, sarebbe costretto a sottostare alle condizioni di chi ha, comunque, un lavandino rotto.

                                                                                                                                   

                                                                                                                                GIORGIO CUSCITO