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THE BOBCATS

(Bob Crosby, Eddie Miller, Yank Lawson, Billy Butterfield, Bob Haggart)

 

Negli ultimi anni ’70 suonai con alcuni musicisti che negli anni ’30 e’ 40 avevano fatto parte  dell’orchestra di Bob Crosby che nella versione ridotta (la dixieland band) aveva assunto il nome di Bob Crosby and his Bobcats.

Primo fra tutti fu il tenorsassofonista Eddie Miller che venne a Milano nel Novembre del 1978 e con il quale registrai uno show televisivo e due LP ricavati da un concerto tenuto in quei giorni al Capolinea di Milano con la Milan College Jazz Society. Con Eddie tenni anche un concerto a Pescara per la stessa organizzazione che gestisce il Festival di Pescara e quella fu l’ultima volta che in quella città organizzarono un concerto di jazz tradizionale da allora in poi impegnati sul fronte del "jazz" di moda.

Eddie Miller era uno dei musicisti più amati dal non dimenticato critico Arrigo Polillo, uno degli ultimi grandi giornalisti di jazz italiani che scrisse le note di copertina dei due LP nelle quali scrisse:

"Eddie Miller occupa un posto nella storia del jazz e negli anni della sua giovinezza esercitò una notevole influenza su buona parte dei sassofonisti operanti di qua e di là dell’Atlantico".

Nato a New Orleans nel 1911 prima di Crosby militò giovanissimo negli anni ’30 nella band di Ben Pollack assieme a Benny Goodman, Charlie Spivak e Jack Teagarden…

Dagli anni ’40 in poi si stabilì a Los Angeles e si dedicò alle registrazioni di colonne sonore da film ("A qualcuno piace  caldo", "I 5 Penny", "Uomo bianco tu vivrai!") e a quelle discografiche tra le quali ricordiamo quelle dedicate da Dean Martin alla musica di New Orleans. Per anni fece inoltre parte della band del clarinettista Pete Fountain.

 

 

 

Successivamente fu la volta del trombettista Yank Lawson con il quale nell’Ottobre del 1979 tenni un concerto a Lecco e registrai uno special televisivo sempre con la Milan College Jazz Society.

Lawson che era nato a Trenton nel Missouri nel 1911, come Miller prima della band di Crosby militò in quella di Ben Pollack.

Dagli anni ’50 in poi in coppia con il contrabbassista Bob Haggart mise in piedi la "Lawson – Haggart Jazz Band" che con il passar degli anni aumentò il suo organico e cambiò nome diventando la "World’s Greatest Jazz Band" che raccolse i migliori nomi del jazz classico (Billy Butterfield, Bobby Hackett,, George Masso, Vic Dickenson, Carl Fontana, Bob Wilber, Kenny Davern, Bud Freeman, Ralph Sutton…).

Quando Armstrong realizzò per la Decca la sua autobiografia, chiamò Yank Lawson per ricordare i suoi primi dischi incisi con la Creole Band di King Oliver che nel 1923 lo aveva chiamato come seconda cornetta.

 

 

 

Incontrai il trombettista Billy Butterfield a Milano due volte due volte. La prima volta fu nel 1977 per una serie di concerti a Lecco, Legnano e Milano, per la realizzazione del CD "Billy Butterfield plays Gershwin" e per l’inaugurazione della rete televisiva "Antenna 3 Lombardia". La seconda volta nel 1981 sempre ad Antenna 3 Lombardia nello show "Meglio Gufi che mai".

Vorrei ricordare che Billy Butterfield, nato a Middletown nell’Ohio nel 1917, militò nei Gremarcy Five di Artie Shaw e che incise due LP di grande successo con l’orchestra di Ray Conniff. Nei dischi lo si ascolta spesso in assolo in alcuni successi di Frank Sinatra, al cinema lo ricordiamo nel film "Second Chorus" (Follie del Jazz) del 1940 con Fred Astaire e nella serie televisiva "Ranger" del 1953.

Considero Billy Butterfield, assieme a Bobby Hackett e Ruby Braff, uno dei più straordinari trombettisti della seconda generazione del jazz classico spesso imitato dai trombettisti più giovani.

Ricordiamo che Butterfield prese parte ad alcune fra le ultime incisioni di Billie Holiday e a diverse sedute d’incisione degli All Stars di Eddie Condon e della "World’s Greatest Jazz Band".

 

 

 

L’ultimo dei Bobcats che incontrai fu il grande contrabbassista Bob Haggart con il quale nel 1988 registrai soltanto il disco "What’s New?" perché purtroppo il concerto che avremmo dovuto tenere nell’ambito del Festival del Jazz di Treviso fu sospeso a causa di un forte temporale.

Avevo incontrato Haggart precedentemente ai festival internazionali ma non avevo mai avuto l’opportunità di approfondire la nostra conoscenza.

A Treviso trascorremmo un pomeriggio indimenticabile a bordo di un battello su cui si esibiva la brass band presente al festival e in quella occasione mi raccontò che aveva raccolto oltre 450 versioni della sua canzone “What’s New?” da quella di Frank Sinatra a quella di Ella Fitzgerald, da quella di Bing Crosby a quella  di Sarah Vaughan… e poi mi raccontò dei suoi quadri (pochi sanno che fu un apprezzato pittore).

Quando incidemmo il disco alla fine della registrazione, dopo averlo riascoltato abbracciò il trombettista Fabrizio Cattaneo (che aveva improvvisato un bellissimo assolo) e gli disse che raramente si era commosso come nell’ascoltare quella versione.

Vorrei ricordare che Bob Haggart, che era nato a New York City nel 1914, oltre a "What’s a New ?", scrisse  anche i brani "South Rampart Street Parade" e "Big Noise from Winnetka" (assieme al batterista Ray Bauduc).

Inoltre lo ricordiamo come arrangiatore di molti brani incisi da  Louis Armstrong, Ella Fitzgerald e Billie Holiday.  

 

 

 

Ed eccoci a Bob Crosby direttore dei Bob Cats e della sua Orchestra che a cavallo fra gli anni ’30 e i primi anni ’40 ebbe uno straordinario successo. La caratteristica di questa band è che il suo repertorio era costituito da grandi classici del jazz tradizionale suonati però in stile "big band".
In realtà Crosby si limitava a cantare qualche brano e a dirigere l’orchestra anche perché non sapeva suonare alcun strumento.
Nel caso dei Bobcats devo dire che la cosa era un po’ imbarazzante perché, oltre che cantare, lui "dirigeva" i solisti della dixieland band che suonavano liberamente senza alcun tipo di arrangiamento e non avevano alcuna necessità di esser diretti.
Incontrai Bob Crosby e i Bobcats nel 1981 al Festival del jazz di Nizza e per qualche giorno ci frequentammo nei giardini di Cimiez dove si teneva il Festival.
Il fratello Bing era appena scomparso e lui si mostrò molto afflitto anche se erano decenni che non si rivolgevano più la parola. Molto addolorato era il suo pianista Joe Bushkin che per quarant’ anni era sempre stato al fianco di Bing.
Bob Crosby erano nato a Spokane nello stato di Washington nel 1913, iniziò la sua carriera cantando con l’ orchestra di Ansen Weeks (1931/34) e con i Dorsey Brothers (1934/35) dopodiché mise in piedi la sua orchestra.
Durante la guerra con la sua band si trasferì nel Pacifico per 18 mesi per intrattenere i marines fra un’azione di guerra e l’altra.
Prese parte a diversi film fra i quali ricordiamo "Let’s Make Music" (1941), "The Singing Sheriff" (1944), "I 5 Penny" (1959) e per anni al programma radiofonico "Jack Benny Show".
In ogni caso Bob Crosby nella sua lunga carriera ha tenuto viva la tradizione jazzistica anche in tempi in cui il jazz moderno sembrava potesse oscurarla.

                                                                                                                                        LINO PATRUNO 

 

 

            

     Bob Crosby fra Lino Patruno e Giorgio Lombardi                              Lino Patruno e Giorgio Lombardi assieme ai Bobcats:

                                                                            Yank Lawson, Billy Butterfield, Nappy Lamare, Eddie Miller