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THE TROMBONE PLAYERS a cura di Lino Patruno

(Snub Mosley, Gorge Masso, Bob Havens, Dan Barrett)

 

Il primo trombonista americano con il quale suonai fu Snub Mosley che incontrai al Festival di Breda in Olanda nel 1978.
Snub aveva suonato con Fats Waller nel 1934/35 e con Louis Armstrong con l’ orchestra di Louis Russell nel 1936/37.
Era un tipo un po’ speciale e originale allo stesso tempo; oltre al trombone suonava uno strano strumento che si era inventato e che chiamava “slide saxophone” simile più o meno a una pompa di bicicletta dal quale estraeva suoni mai uditi prima. Ricordo che fu difficile mettersi d’accordo anche perché avrebbe dovuto inserirsi nel programma della Milan College e non il contrario pretendendo di metter su brani mai suonati prima. Comunque alla fine fu un grande successo perché aveva molta dimestichezza con il palcoscenico e con il pubblico.

 

 

Fu poi la volta di George Masso che avevo conosciuto al Festival del Jazz di Nizza dove suonava con la World’s Greatest Jazz Band.
Durante una sua breve tournèe in Italia nel 1980 lo invitai a suonare a Legnano come ospite della trasmissione televisiva “Meglio Gufi che Mai”. Lo accompagnai assieme a Carlo Bagnoli al sax baritono, Sante Palumbo al pianoforte, Luciano Milanese al contrabbasso e Giancarlo Pillot alla batteria.
Rividi George a Roma negli anni ’90 e una sera suonammo assieme all’Alexanderplatz con la Gang di Red Pellini e con Marcello Rosa.

 

 

 

Uno dei miei trombonisti preferiti è senza alcun dubbio Bob Havens che avevo conosciuto al Festival del Jazz di Nizza con i Bobcats di Bob Crosby.
Havens non apparteneva ai Bobcats storici in quanto più giovane ma era stato chiamato da Bob Crosby per il Festival del Jazz di Nizza nel 1981.
Nato a Quincy in Illinois nel 1930 si trasferì a New Orleans negli anni ’50 dove suonò con le dixieland band di Pete Fountain, Al Hirt e Gorge Girard.
Negli anni ‘60 fu scritturato dall’orchestra di Lawrence Welk e con lui prese parte a uno show televisivo che durò 23 anni fino al 1982.
Dagli anni ’90 fu chiamato dal cornettista Ed Polcer a far parte dei suoi All Stars che invitai al Teatro Smeraldo di Milano nel 1999 e successivamente al Festival di Ascona. Da questa collaborazione nacque il CD che la Jazzology pubblicò nel 2000 e che rimane uno dei dischi più significativi della mia carriera.
Credo che Bob Havens sia il più degno continuatore dello stile creato sul trombone da Jack Teagarden che mai nessun altro è riuscito a far dimenticare.

 

 

 

Conobbi Dan Barrett una sera del 1991 a Los Angeles. Con Giuliano Fournier, Floyd e Lucile Levin e la moglie di Barney Bigard andammo in una jazz club dove si esibiva il trio del pianista Johnny Varro dopo un po' arrivò Dan Barrett con il suo trombone che si aggiunse al trio sfoderando degli assoli straordinari.
Con Dan nacque una grande amicizia grazie al fatto che suonammo assieme spessissimo: al Festival di Ascona, a Roma, a San Marino, a Moncalieri e nel 2008 a Rimini con il gruppo che misi in piedi per il Festival chimato “Lino Patruno & the American All Stars” la cui registrazione è ora disponibile sul CD “It Had to Be You” pubblicato dalla Jazzology.
Considero Dan Barrett, assieme a Bob Havens, uno dei grandi trombonisti del Jazz classico americano e vorrei ricordare che Dan è anche un ottimo cornettista.