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LETTERA SPEDITA DA LINO PATRUNO A “MUSICA JAZZ” PER LA RUBRICA “LETTERE AL DIRETTORE" E PUBBLICATA DALLA RIVISTA NEL 2001.

 

Il 18 di Luglio sul “Messaggero” Marco Molendini scrive: “Umbria Jazz apre l’album dei ricordi. Il primo della lista è Miles Davis, a dieci anni dalla morte. Manca Louis Armstrong (non è facile trovare un modo per rendergli omaggio, anche se il Festival è gemellato con la Louisiana e a New Orleans stanno festeggiando il centenario della sua nascita e il trentennale della morte già da un anno)”.

Non mi pare proprio che possa esser così difficile festeggiare l’avvenimento; penso invece che non si voglia farlo probabilmente perché, o non ne ne conoscono i nomi o non li ritengono degni di richiamo nella nostra beneamata italietta jazzistica. Mi riferisco a Nicholas Payton, a Randy Sandke (che di recente gli ha dedicato uno straordinario CD prodotto da George Avakian), a Peter Eklund, a Irakli, a Bent Persson, a Benny Bailey, a Colin Dawson, a Keith Smith e perché no, ai nostri Fabrizio Cattaneo e Guido Pistocchi. Tra l’altro mi viene in  mente che c’è un grosso nome che da anni rifà i suoi assoli più celebri; mi riferisco a Wynton Marsalis che si vale spesso della collaborazione di musicisti tradizionali di New Orleans per rifare gli Hot Five & Seven.

Ma non è soltanto “Umbria Jazz” a non celebrare Armstrong, bensì la quasi totalità dei festival che imperversano nel nostro paese che hanno praticamente ignorato in massa l’avvenimento. Ma si sarebbe portato via troppo spazio alla musica africana, a quella cubana, a quella brasiliana, alle fisarmoniche, al tango, alle canzoni di Tenco, Battisti e Paolo Conte, alla fusion e al restante “jazz” che ha ormai dimenticato le origini, la storia e soprattutto lo swing!

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Lino Patruno

 

 

 

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